adolescenza

Adolescenza e abitudini alimentari

• di Daniela Carnevale •

Adolescenza

Ladolescenza è un periodo dello sviluppo che rappresenta il passaggio dall’infanzia all’età adulta, che va dai 12 anni fino ai 21 anni.

Gli anni dell’adolescenza, si configurano con la rappresentazione di sé, incertezza, durante i quali non sempre è chiaro cosa si vuole e quale sia la propria meta. Questa fase, si caratterizza di una profonda evoluzione sul piano fisico, psichico, comportamentale e ormonale. La rivoluzione è specialmente fisica, il corpo e le sue trasformazioni vengono poste al primo posto nell’attenzione degli adolescenti e può succedere che turbamenti emotivi, ciclo mestruale o l’acne, possono provocare un calo dell’appetito riducendo la dieta quotidiana, che determina il cambiamento alimentare nell’adolescente.

Numerosi studi, evidenziano come abitudini alimentari scorrette, sviluppate in adolescenza, possono avere effetti immediati sulla salute psicofisica, individuale e relazionale. In particolare è stato evidenziato come l’abitudine negli adolescenti a saltare la prima colazione si correli con l’insorgenza del sovrappeso e dell’obesità così come un basso consumo di frutta e verdura; un adeguato consumo di frutta e verdura è un fattore protettivo per il mantenimento del peso corporeo e per la riduzione del rischio di insorgenza di alcune patologie croniche. (P. Vio, M. Mirandola, 2010)

Cambiamenti nelle abitudini alimentari

Un cambiamento nelle abitudini alimentari è contraddistinto da un aumento del consumo di cibi ad alto contenuto calorico, ricchi di zuccheri e grassi saturi.  Gli adolescenti di oggi, hanno l’abitudine di mangiare fuori casa, all’interno di fast food, o preferiscono cibo da asporto il take away, che a basso costo hanno piatti pronti con una disponibilità in qualsiasi momento.

Una pratica comune tra molti adolescenti, più tipico delle ragazze, è quello di prendere un pasto leggero a base di insalate, formaggi, frutta o yogurt con cereali che non sono in grado di soddisfare il fabbisogno alimentare e producono disagi digestivi, gonfiore e costipazione. Gli snack e le bibite gassate sono la merenda preferita, cibi ricchi di grassi e zuccheri.

L’abitudine di mangiare davanti alla TV, computer o videogiochi contribuisce a far sviluppare disturbi del peso o a modificare i rapporti e i comportamenti all’interno della casa e della famiglia.

Queste abitudini scorrette, provocano un cambiamento nel loro stile di vita che può influenzare le scelte e le abitudini alimentari con importanti ripercussioni sulla salute presente e futura, sia in termini di aumento ponderale, sia in termini di benessere individuale, inteso come percezione del proprio corpo, dell’immagine di sé e del proprio grado di autostima.

Queste abitudini, potrebbero condurre negli adolescenti, disturbi del comportamento alimentare, determinato da un consumo insufficiente o eccessivo di cibo. Lo stress emotivo è spesso associato a fissazioni alimentari e tendenze dimagranti, che possono entrambe portare a disordini alimentari come l’anoressia nervosa o la bulimia.

Che cosa si può fare?

Insegnare agli adolescenti, attraverso l’educazione alimentare che il comportamento alimentare può essere appreso e le abitudini alimentari possono essere educate ed orientate. Molto dipende dagli stimoli e dagli esempi che si ricevono in famiglia. Il modo di alimentarsi dei genitori influenza quello dei loro figli; per questo i genitori devono mostrare con naturalezza come si mangia. (Lombardo, 2013). Educare ad un’alimentazione sana e corretta non dà la certezza di non ammalarsi di un disturbo alimentare psicogeno, ma abbassa la probabilità ed il rischio, insieme ad altre comportamenti protettivi, di sviluppare un rapporto malato con il cibo. L’ educazione alimentare è un primo livello su cui intervenire all’ interno di una programma educativo più ampio che preveda altri livelli di intervento e che sia attivo già dai primissimi anni di vita.

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Daniela Carnevale

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