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Nati prematuri: il bisogno di carezze non è un capriccio.

• di Cinzia Correale •

Lo stress a cui sono sottoposti i bambini nati prematuri potrebbe lasciare evidenti segni sul loro sviluppo cognitivo, ma le carezze potrebbero alleviarlo. Lo dice uno studio pubblicato dalla dott.ssa Nathalie Maitre su “Current Biology”.

Le carezze sono importanti per lo sviluppo dei neonati, ma ancor di più se sono nati pre termine. Lo confermo lo studio della dott.ssa Nathalie Maitre del Nationwide Children’s Hospital di Colombus, negli Stati Uniti. Chi nasce prematuramente affronta situazioni molto stressanti, dai dolori delle procedure mediche alla separazione dai genitori (o mancato congiungimento), e all’esposizione anzitempo a stimoli sensoriali diretti e alla gravità che lasciano segni sullo sviluppo del cervello. Fra questi, si possono riscontrare una minore sensibilità al contatto fisico dolce, che è mediato da fibre nervose specifiche e ha funzioni sociali e affettive.

Studiando l’attività elettroencefalografica di più di 100 nati sia a termine sia prematuri, Maitre ha scoperto che quanto più precoce è il bambino, e quante più procedure invasive ha subito, tanto meno il suo cervello risponde alle carezze alcune settimane dopo. La sensibilità ai gesti d’affetto resta però normale se durante il ricovero igenitori o il personale ospedaliero hanno frequenti contatti dolci col piccolo, come carezze e allattamenti al seno (mentre non è sufficiente prenderlo semplicemente in braccio).

Essendo fra i primi sensi a svilupparsii, infatti, il tatto media molto del rapporto dei neonati col mondo e del del loro sviluppo mentale, incluso quello sociale. Il contatto dolce va quindi promosso nelle unità di terapia intensiva neonatale (TIN), a beneficio dei piccoli ma anche dei genitori, che sentiranno così di poter dare un aiuto concreto alla salute dei figli, vincendo il senso di impotenza frequente in queste situazioni.

 

Articolo tratto dal mensile “Mente e Cervello”.

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Cinzia Correale

Cinzia Correale

Psicologa Clinica – Esperta in Interventi Assistiti con Animali, Infanzia e Famiglia.