violenza sessuale

Quando la violenza sessuale di gruppo è compiuta da adolescenti

Quando la violenza sessuale di gruppo è compiuta da adolescenti

• di Daniela Carnevale •

 

Negli ultimi mesi, abbiamo assistito a brutali violenze sessuali di gruppo tra gli adolescenti, come il caso di Marechiaro nel territorio napoletano, dove un’ adolescente di sedici anni è stata violentata da un gruppo dei pari.

Troppi sono gli episodi di cronaca, che raccontano queste violenze, in cui sono coinvolti adolescenti che agiscono con violenza nei confronti dei coetanei, facendo del male in quello che fanno senza avere la consapevolezza che il corpo che stanno usando non è una bambola gonfiabile, priva di emozioni e memoria ma di un essere umano, che ricorderà quelle immagini, odori e suoni e quella sensazione di schifo sulla pelle e la paura del contatto con l’altro.

 

QUALI SONO LE CAUSE CHE CREANO UNA VIOLENZA SESSUALE TRA IL GRUPPO DEI PARI?

Spesso nel passato delle ragazze che subiscono tali abusi, troviamo spesso storie di deprivazione affettiva da parte dei genitori. Si vergognano di ciò che è accaduto e hanno il timore delle reazioni dei genitori, perché hanno paura di deludere. Si sentono profondamente in colpa per ciò che gli è successo e hanno paura di non sentirsi comprese nella loro profondità. I ragazzi hanno di solito in comune vissuti di inadeguatezza profondi.

Hanno ripetuti fallimenti scolastici e difficoltà di affermazione sociale.

Da qui, il riscatto sociale che si esprime attraverso un atto sessuale di mascolinità e di capacità di conquistarsi il piacere e l’affermazione esibita, di una identità di genere ancora immatura.

IL RUOLO DELLA FAMIGLIA

Le famiglie di questi adolescenti possono rilevare tendenze abbandoniche oppure iperprotettive.

Da un lato non sostengono i figli alla crescita, stimolando allo studio e preparandolo all’ingresso della vita adulta; dall’altro li difendono contro ogni evidenzia, negando le loro responsabilità rispetto a qualsiasi accaduto, cercando colpevoli al di fuori del nucleo familiare.

Questi genitori condividono con i figli una scarsa problematica e una gravità dei comportamenti agiti sia da un punto di vista  psicologico che penale.

Se nelle situazioni di gruppo, i ragazzi si trasformano in “lupi” formando un branco, dove i freni inibitori legati all’inadeguatezza, vergogna o timore, sensi di colpa, derivati da una giusta educazione etica ricevuta in famiglia vengono a mancare, l’adolescente (maschio o femmina) non è in grado di inserire i propri impulsi sessuali in un sistema di valori personali e non riconosce la gravità delle sue azioni.

È opportuno aiutare gli adolescenti, ad educarli alla affettività e alla sessualità, attraverso percorsi socio-affettività nelle scuole, che possono prevenire situazioni di “branco” ed aiutare gli adolescenti a relazionarsi in modo di essere più consapevoli del proprio corpo, costruire rapporti sociali e affettivi, creare legami autentici.

Questo non vuol dire, stimolare gli adolescenti a praticare “sesso”, ma insegnare a coniugare affettività e corporeità, a rispettare le proprie tappe di crescita ed opporsi a pratiche sessuali improprie, come la violenza.

 

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Daniela Carnevale

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