Genitorialità e Transessualismo

Genitorialità e Transessualismo, luci ed ombre

• di Francesca Mamo •

I termini “transessuale“, “orientamento sessuale“, “LGBTQIA“, stanno diventando, al giorno d’oggi, sempre più utilizzati dall’opinione pubblica. Quasi mai invece si parla degli effetti psicologici che il cambiamento dell’identità di genere di un genitore può scaturire nei figli. La letteratura ha permesso di sottolineare come la minaccia più influente al benessere dei figli è rappresentata non tanto dalla scelta del genitore di cambiare identità di genere, quanto piuttosto dall’elevato grado di ostilità tra i genitori e dall’intensità che tali tensioni producono nella sfera familiare, ostacolando quei rapporti di cooperazione, volti a favorire la funzione di accudimento nei confronti dei figli. L’equilibrio dell’intero sistema familiare dipenderà sempre da come il genitore transessuale, con il sostegno del partner, deciderà di comunicare la sua decisione di cambiare sesso ai propri figli. 

Laddove possibile, è preferibile che i genitori concordino prima il contenuto della rivelazione e adottino un linguaggio accessibile all’età dei figli. Infatti, la probabilità che i figli riescano a cogliere il senso di quanto sta accadendo dipende, in larga parte, dall’allestimento di uno spazio aperto al dialogo e al confronto, soprattutto su eventuali dubbi e perplessità circa le argomentazioni. Questo permetterà ai figli di non sentirsi abbandonati, in colpa oppure arrabbiati, ma al contrario sperimenteranno un un rapporto basato sulla fiducia, sull’affetto e la comprensione. È utile, in queste circostanze, prendere in prestito lo scenario di rappresentazioni simboliche vicine ai propri figli, soprattutto se minori, come ad esempio l’utilizzo di favole e metafore appartenenti al mondo della natura, per rendere più facilmente accessibile il concetto di trasformazione familiare, sia dal punto di vista cognitivo che dal punto di vista emotivo.

Al di là degli aspetti contenutistici della rivelazione, va ricordato come l’impatto della dichiarazione sia largamente dipendente dal modo in cui viene realizzata e dall’atteggiamento assunto dagli altri individui nel contesto in cui i figli sono inseriti. Qualora, quindi, nel tessuto relazionale si assuma un atteggiamento tollerante ed accogliente, orientato a gestire la situazione confrontandosi con competenza comunicativa rispetto agli aspetti conflittuali, emozionali o problematici che il percorso di transizione comporta, esso potrà fornire ai figli gli elementi indispensabili per contribuire ad accrescere le loro risorse relazionali e la loro capacità di confrontarsi con le criticità.

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