co-dipendenza

ODI ET AMO: La co-dipendenza nella coppia

Cos’è la co-dipendenza affettiva?

Odio e amo. Forse mi chiederai come sia possibile; non so, ma è proprio così, e mi tormento.” (Catullo)

Nelle parole utilizzate da Catullo salta all’occhio l’universalità del tema dell’ambivalenza, centrale nelle relazioni d’amore. La co-dipendenza è una problematica delle relazioni affettive in cui un individuo dipende dal proprio partner, a sua volta dipendente affettivo. In questo tipo di relazione il partner co-dipendente passa da momenti di apparente stabilità a crisi ripetitive, con la conseguente strutturazione di un circuito patologico, caratterizzato da sofferenza e insoddisfazione. Per saperne di più, continua con la lettura.

Nel precedente articolo (https://associazionemind.it/dipendenza-affettiva-quando-il-legame-damore-si-ammala ) abbiamo visto le caratteristiche della dipendenza affettiva, parleremo ora dell’altra faccia della medaglia: la co-dipendenza affettiva.

La co-dipendenza è un tipo di relazione non funzionale in cui un individuo dipende dal proprio partner -a sua volta dipendente e problematico- ed è caratterizzato da frequenti stati di insoddisfazione e sofferenza psicologica. 

Il principio psicologico dell’individuo co-dipendente è “ho bisogno che tu abbia bisogno di me”: ciò comporta l’accettazione di comportamenti profondamente nocivi da parte del partner proprio in nome della dipendenza dalla dipendenza dell’altro.

Da dove deriva questo schema relazionale?

Il comportamento del co-dipendente può essere correlato all’assunzione, in età infantile o adolescenziale, di un senso di responsabilità eccessivo, un’inversione di ruoli genitoriale, in cui il/la figlio/a assume il ruolo del proprio genitore disfunzionale, nell’infinito tentativo inconsapevole di colmare quel bisogno di cure, amore, sostegno e protezione tanto ambìti.

Di conseguenza la persona co-dipendente, tanto quanto il dipendente affettivo, vive in funzione della soddisfazione dei bisogni del partner e dipende fortemente da essa, quale strategia per compensare i propri sentimenti di paura ed insicurezza.

Inconsciamente il co-dipendente ha bisogno che l’altro resti “malato” poiché è ciò che lo rende utile, vivo, ciò che lo lega all’altro e che permette di colmare la paura di restare solo e di essere abbandonato.

Come si comporta un co-dipendente affettivo?

La persona è incline a mettere in atto il meccanismo di difesa della negazione e dà inizio ad una serie di autoinganni e giustificazioni attraverso i quali svaluta inconsapevolmente i propri pensieri e le proprie emozioni, e tramite cui evita il confronto con sé stesso e con altri che possano sottolineare tali incongruenze di pensiero.

Tale dinamica comporta per l’individuo l’accettazione passiva dei comportamenti nocivi messi in atto dal partner per non affrontare le proprie problematiche; l’evitamento di relazioni con persone esterne; sentimenti di confusione rispetto all’accettare il tipo di relazione instaurato; rigidità e disorientamento quando perde il controllo della situazione; giustificazioni rispetto alle mancanze del partner e tentativo di imporre agli altri un’immagine di lui/lei migliorativa; minimizzazione del problema.

Nella pratica questo può significare un evidente squilibrio tra un partner “immaturo ed infantile”, costantemente bisognoso di cure ed attenzioni, e l’ altro (il co-dipendente, appunto) “saggio e maturo”, che veste spesso i panni del genitore buono e che è pronto ad annullarsi per l’altro.

Il co-dipendente è un individuo compiacente e comprensivo con tutti e ha difficoltà a stabilire limiti nella relazione. I suoi sentimenti di autosvalutazione e impotenza sono permeanti e accompagnano il senso di ansia e di paura rispetto all’abbandono da parte del partner.

Per aumentare la propria autoefficacia e il senso di sicurezza molto labile, la persona tenta di controllare l’ambiente risolvendo i problemi altrui, in particolare del partner della coppia.

Come fare per uscire dalla co-dipendenza?

La relazione di co-dipendenza è simbiotica e patologica proprio perché l’individuo inibisce l’espressione delle sue emozioni per non perdere l’accettazione del partner e per non creare problemi, conflitti e situazioni spiacevoli. Ciò genera contemporaneamente un forte sentimento di ansia e un sovraccarico interno. Le emozioni abitualmente represse, possono manifestarsi con impulsività e violenza, agiti come tradimenti, lunghe assenze o incapacità ad andare avanti nella relazione, oppure somatizzandole nel corpo, con disturbi vari di tipo psicosomatico legati alla repressione della rabbia.

È importante riconoscere il proprio modo di stare in una relazione e, se si pensa di avere le caratteristiche del co-dipendente, è importante chiedere aiuto per migliorare il proprio stato e implementare un benessere personale e relazionale. L’aiuto psicologico, per una persona co-dipendente, è una frontiera molto alta da raggiungere, proprio perché abituati a fare sempre tutto da soli, a non chiedere mai e ad essere il sostegno di tutti.

Per approfondire l’argomento puoi contattare uno dei nostri professionisti in associazione, che potranno esserti di aiuto in un percorso di consapevolezza.

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valentinavirgilipsicologa@gmail.com


Articolo scritto in collaborazione con la tirocinante, dott.ssa Silvia Santaniello e supervisionato dalla dr.ssa Valentina Virgili

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Associazione culturale no profit di benessere psico-corporeo